Perché scegliere i 108 Giorni come strumento di meditazione?

Perché dovrei scegliere proprio questa meditazione tra le tante che esistono online? Perché non leggere un libro o seguire qualche guru?

La risposta è semplice, perché sei arrivat* fino a qui.

Ti aspettavi una risposta diversa, magari piena di parole che ti convincano a cominciare questo percorso con me piuttosto che con altre persone, e invece no. Io credo nella verità e nella semplicità, non mi nascondo dietro tanti giri di parole, ne dietro alle frasi ben confezionate.

Nessuno possiede la Verità, quella con la V maiuscola, quella per cui smettiamo di cercare risposte e ci sentiamo illuminati. Perché? Perché il raggiungere quella Verità non è lo scopo di questa vita, nella quale siamo nati esseri umani e nella quale possiamo solo tendere verso la Verità, ma non raggiungerla. Questo non vuole essere motivo per sentirsi inferiori, magari pensando che non abbia senso iniziare un percorso spirituale se non porta all’illuminazione, anzi! Il solo pensiero, la sola volontà di indagare cosa c’è oltre la nostra esperienza fisica è già un grande e importantissimo passo verso l’evoluzione spirituale.

Ma perché, potreste chiedermi, devo prendere spunto dall’oriente, con i loro rosari, con i chackra e le energie di cui parlano?

Ci sono due risposte a questa domanda, la prima, più semplice e strettamente collegata con questa meditazione, è perché “I 108 giorni del Mandala” nasce come meditazione ispirata direttamente al Mala buddista (il rosario) e dalla lettura del libro “Mangia, Prega, Ama” di Elizabeth Gilbert dove la protagonista compie un viaggio alla (ri)scoperta di se tramite le tecniche orientali di meditazione – che sono state anche quelle che ho utilizzato io sia nella mia personale ricerca che poi per la mia formazione come operatrice olistica.

La seconda risposta che posso darvi riguarda il fatto che la cultura orientale è da millenni la custode del sapere legato alle energie sottili, studiate e osservate sia nel corpo umano ma anche nell’ambiente esterno (pensiamo al Feng Shui). Durante il nostro medioevo, la Cina aveva già scritto trattati di medicina straordinariamente approfonditi riguardo all’anatomia sottile (leggi: anatomia oltre quella fisica, dedicata allo studio delle energie all’interno del corpo – meridiani energetici).

Possiamo poi prendere in considerazione l’aspetto pratico di approcciarsi a questi temi partendo da un punto di vista orientale: la grande quantità di informazioni che si possono reperire è vasta e può sicuramente incontrare le domande di tutti, stando tuttavia attenti a selezionare le fonti che scegliete di leggere.

Data la grande diffusione negli ultimi anni delle discipline dette “alternative“, nate sull’onda della New Age del secolo scorso si sono diffusi moltissimi libri atema. Il mio consiglio è di partire dalle basi, leggete testi scritti qualche anno fa piuttosto che l’ultimo uscito, perché molto spesso questi ultimi sono commenti, di commenti, di (ahime!) traduzioni di testi più vecchi.

Concludo dicendo che, qualunque sia il vostro modo di approcciarvi al percorso spirituale, che voi usiate l’Oriente, piuttosto che i tarocchi, le carte astrali, i cristalli o le meditazioni, il punto fondamentale è UNO soltanto:

CONOSCI TE STESSO

Prima di qualunque altro approccio, è necessario aprire la porta interiore che ci collega con la nostra parte personale, siano le emozioni, siano i pensieri e le convinzioni. Bisogna porsi come fogli bianchi, senza giudicare e senza giudicarsi rispetto a ciò che troveremo “guardandoci dentro”

Senza questo passo iniziale, ovvero la volontà di essere sinceri con se stessi, e di voler conoscere chi siamo davvero oltre le costruzioni mentali accumulate in anni di vita, nessun serio lavoro spirituale può essere portato avanti.

Ogni strumento che viene messo a disposizione per noi, da tante filosofie e correnti diverse, solo per citarne alcune: i tarocchi, le sibille, il pendolino, la lettura della carta natale, la lettura degli oracoli, le pietre, le rune, le conchiglie, la meditazione…, rimarrà solo un atto vuoto se non aggiungeremo la nostra personale energia, e questo vuol dire mettersi in gioco in prima persona, con sincerita, verità e umiltà.

Perché ciò che andremo a scoprire, siamo noi stessi

Con gratitudine,

Oel ngati Kameie

Valentina Martini

Pubblicato da Valentina Martini, Cosmokia

Profonda amante della lingua inglese, dopo una formazione accademica ho seguito la strada multipotenziale, approfondendo studi in molteplici campi, dalla psicologia alla scrittura creativa.

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